BENEDETTO XVI: "NON È LA SCIENZA, MA L’AMORE A REDIMERE L’UOMO" (2)

"Non è la scienza, ma l’amore a redimere l’uomo", ha ammonito infatti il Pontefice, denunciando "la debolezza della speranza nel mondo in cui viviamo". "La nostra civiltà e la nostra cultura, che pure hanno incontrato Cristo da duemila anni – il grido d’allarme di Benedetto XVI – tendono troppo spesso a mettere Dio tra parentesi, ad organizzare senza di Lui la vita personale e sociale, e anche a ritenere che di Dio non si possa conoscere nulla, o perfino a negare la sua esistenza". "Ma quando Dio è lasciato da parte – la convinzione di fondo del Santo Padre – nessuna delle cose che veramente ci premono può trovare una stabile collocazione, tutte le nostre grandi e piccole speranze poggiano nel vuoto". Di qui la necessità di "aprire a Dio il nostro cuore, la nostra intelligenza e tutta la nostra vita, per essere così, in mezzo ai nostri fratelli suoi credibili testimoni". Questa è la quarta volta che il Papa apre il Convegno pastorale annuale della diocesi di Roma: a ricordarlo è statolo stesso Benedetto XVI, in apertura del suo discorso, nel quale ha rimandato alla sua recente Lettera indirizzata alla diocesi di Roma sull’"emergenza educativa". Come obiettivo del prossimo anno pastorale, il Papa ha consegnato alla sua diocesi quello di riflettere su "come educarci concretamente alla speranza", identificando "alcuni luoghi del suo pratico apprendimento ed effettivo esercizio".