“Nella società e nella cultura di oggi, non è facile vivere nel segno della speranza cristiana”, ha detto questa sera il Papa aprendo il Convegno pastorale della diocesi di Roma: “Prevalgono spesso – ha proseguito – atteggiamenti di sfiducia, delusione e rassegnazione, che contraddicono non solo la grande speranza della fede, ma anche quelle piccole speranze che ci confortano nello sforzo di raggiungere gli obiettivi della vita quotidiana”. In particolare, per Benedetto XVI “è diffusa la sensazione che, per l’Italia come per l’Europa, gli anni migliori siano ormai alle spalle e che un destino di precarietà e di incertezza attenda le nuove generazioni”. Di contro, le “aspettative di grandi novità e miglioramenti si concentrano sulle scienze e sulle tecnologie, come se solo da esse potesse venire la soluzione dei problemi”. Di qui l’affermazione centrale del Santo Padre: “Sarebbe insensato negare o minimizzare l’enorme contributo delle scienze e delle tecnologie alla trasformazione del mondo e delle nostre concrete condizioni di vita, ma sarebbe altrettanto miope ignorare che i loro progressi mettono nelle mani dell’uomo anche abissali potenzialità di male e che, in ogni caso, non sono le scienze e le tecnologie a dare un senso alla nostra vita e a poterci insegnarci a distinguere il bene dal male”. (segue)