"In Italia avvengono certamente molti reati, ma a guardarli nel medio-lungo periodo sono in calo e nel contesto europeo non siamo i peggiori": nelle statistiche stilate a livello Ue27, il nostro risulta un Paese "relativamente sicuro", rivelando quindi un "divario a volte netto tra percezione della minaccia l’88% pensa che in Italia vi sia più criminalità rispetto a 5 anni fa e effettività dei fenomeni criminali". Lo evidenzia il "Rapporto sui diritti globali 2008" presentato oggi a Roma; giunto alla sua sesta edizione, si riferisce alle situazioni europea e italiana. Secondo i dati ufficiali di Eurostat, rispetto al reato di omicidio la percentuale italiana è di 1,19 su 100mila abitanti, "al di sotto nonostante la macrocriminalità di Francia (1,56) e Regno Unito (1,49), per non parlare di Lituania ed Estonia, che hanno un record negativo con rispettivamente 10,33 e 7,30". Ma le statistiche rivelano che il nostro Paese è più sicuro anche per quanto riguarda i reati "di strada", che suscitano maggior allarme sociale: "aggressioni, violenze sessuali e furti con violenza sono stati nel 2006 da noi 139mila, nel Regno Unito sono 10 volte tanto, in Francia 326mila, in Germania 215mila". Triste il primato italiano per le rapine alle banche, non per i furti in casa: 143mila l’anno, contro i 177mila della Francia e i 292mila del Regno Unito.