“Occorre sensibilizzare tutti, in particolare i giovani, al ‘bene comune’, rafforzando il senso della cittadinanza per il vero bene del Paese. Si tratta così di proporre da parte dei cattolici una serie di percorsi che possano essere largamente condivisi e che favoriscano questo impegno, rendendolo concreto e fattibile”: lo ha detto mons. Giuseppe Merisi, riflettendo al convegno di Chianciano Terme sul senso del “bene comune” oggi, in particolare in campo sanitario e bioetico, rispetto ai valori della dottrina sociale della Chiesa. Sui temi dell’ “aziendalizzazione” e “regionalizzazione” della sanità nel nostro Paese a 30 anni della legge 833/1978 che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale, mons. Merisi ha sottolineato che l’azione pubblica deve essere attenta alle attese della popolazione. A fianco delle strutture pubbliche ha ricordato “le strutture sanitarie cattoliche possono svolgere un ruolo profetico di attenzione premurosa ai poveri ed ai sofferenti ad ogni livello”. “Ci sarà bisogno di lavoro formativo ha poi detto oltre che del ‘ministero della consolazione’, sapendo che non c’è contraddizione tra la competenza e la pratica della carità, come insegnano le ricche tradizioni della famiglie religiose che hanno un carisma specifico al servizio della sofferenza”.” ” ” “