UNIVERSITÀ-EUROPEE: "NUOVE SINTESI TRA SCIENZA E FEDE"

La "questione centrale è il tema antropologico. La domanda è: chi è l’uomo? Da qui bisogna ripartire per ripensare la ragione, poiché essa pone domande cui la razionalità scientifica, calcolante, non è capace di dare risposte", si è ribadito, nella giornata conclusiva del VI Simposio dei docenti universitari europei, sul tema : "Allargare gli orizzonti della razionalità. Prospettive per la filosofia", alla Pontificia Università Lateranense. "Occorre ripensare i metodi della conoscenza, per rinnovare il rapporto tra ragione e fede come tra percorsi razionali affidabili". "La vita concreta dell’uomo è il luogo dove comprendere l’uomo", si è detto. E "l’uomo è capace di giungere ad una visione unitaria del sapere", perché "tante sono le forme del conoscere, ma uno solo è il soggetto", che "conosce, prega, ama, crea arte, costruisce una famiglia, lavora". Allora, le università devono tornare ad essere "i luoghi in cui si respira con una ragione allargata". La filosofia deve tornare a "inquietare, senza trasformarsi in ideologia". Fede e ragione hanno "bisogno di nuove sintesi". E "il Cristianesimo ha molto da offrire per allargare gli orizzonti della ragione". Infatti, è "la religione che storicamente incarna la ragione sapienziale". "Il logos fattosi carne aiuta a capire la ragione nella sua dimensione storica e insieme ontologica".