Di fronte all’attuale "emergenza educativa" occorre "un ripensamento dei fondamenti e dei metodi educativi". Un compito non facile che "va affrontato con chiarezza di analisi, senso di responsabilità e soprattutto il coraggio di cambiare". E’ quanto afferma il vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo, nel tradizionale messaggio alla città in occasione della festa del patrono Sant’Antonio (13 giugno), che quest’anno assume la forma di un dialogo a tre voci. A confrontarsi sul tema dell’emergenza educativa, segnalata a più riprese da papa Benedetto XVI, e dai vescovi italiani nella recente assemblea generale della Cei, sono Sant’Antonio, un genitore e un giovane. Di fronte alle esigenze educative dei genitori e a talune perplessità dei giovani, un Sant’Antonio pacato ma deciso precisa il senso stesso dell’educazione: "Educare vuol dire orientare e accompagnare lo sviluppo autentico della persona in tutte le sue dimensioni, che sono insieme quelle fisiche, intellettuali, ma anche e soprattutto quelle spirituali ed etiche. Educare quindi non si limita a comunicare idee, ma a proporre e fare interiorizzare un ideale di vita". (segue)