L’Europarlamento "non resti insensibile alle tante sollecitazioni che vengono dalla società: associazioni, gerarchie ecclesiastiche, ong, organizzazioni sindacali, in questi ultimi giorni hanno mostrato avversione nei confronti della direttiva". L’eurodeputato italiano Giusto Catania, vicepresidente della Commissione giustizia e affari interni del Parlamento Ue, si fa portavoce delle posizioni che si oppongono alla cosiddetta "direttiva rimpatri". Il testo, sul quale hanno trovato un accordo i rappresentanti degli Stati (Coreper), arriverà in aula a metà giugno. "L’accordo raggiunto dal Coreper è pessimo spiega Catania -; il testo finale favorisce sistematiche violazioni dei diritti umani". "È inaccettabile la durata della detenzione: 18 mesi di trattenimento in un centro di permanenza temporanea per persone che non hanno commesso alcun reato sono una misura sproporzionata". Inoltre, "tra le definizioni di rimpatrio si prevede la possibilità di mandare i migranti nei paesi di transito", fra cui alcuni che "non offrono garanzie sulla tutela dei diritti umani". Con tale direttiva si sancisce poi "la possibilità di trattenimento e di espulsione dei minori non accompagnati".