Nuovo intervento delle Chiese europee sulla "direttiva rimpatri" in fase di approvazione in sede comunitaria. Con una lettera recapitata in questi giorni a tutti gli eurodeputati, Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), Conferenza delle Chiese europee, Caritas Europa e Commissione delle Chiese per i migranti in Europa, ribadiscono diverse perplessità sul testo della direttiva che dovrebbe armonizzare a livello Ue le pratiche per il rimpatrio dei migranti illegali. La stessa posizione era stata assunta con una lettera inviata l’8 gennaio scorso ai vertici Ue (presidente di turno del Consiglio, presidente della Commissione e dell’Europarlamento). I firmatari riconoscono le difficoltà di giungere a un accordo sull’argomento fra Stati membri e Parlamento Ue, i due organismi colegislatori. Ma in vista del voto dell’Emiciclo di Strasburgo, previsto per la sessione di metà giugno, confermano la contrarietà alla "detenzione amministrativa", che potrebbe raggiungere i 18 mesi. I rappresentanti delle Chiese cattolica, protestante, anglicana e ortodossa sono inoltre contrari alla messa al bando dal territorio europeo per cinque anni dei clandestini rimpatriati. (segue)