"Una vittoria scontata su cui pesano, però, gli episodi di violenza". Così Mauro Ungaro, direttore del settimanale della diocesi di Gorizia (Voce Isontina) ed esperto in politica balcanica, commenta al SIR i risultati delle elezioni politiche di domenica scorsa in Macedonia. Segnata da episodi di violenza che rischiano di perpetuare le divisioni interne nel Paese e rallentare i progressi verso la candidatura per entrare nell’Unione europea, la tornata elettorale si è conclusa con la vittoria del leader conservatore Hikola Gruevski, confermato alla guida del Paese. Si tratta, spiega Ungaro, di "un risultato scontato in partenza, considerato come Gruevski avesse scelto di ricorrere ad elezioni anticipate a soli due anni dalla precedente tornata elettorale proprio per rafforzare la propria posizione nella Sobranie (il parlamento di Skopje); per risolvere le difficoltà all’interno della propria coalizione (divisa, fra l’altro, sull’opportunità di riconoscere il Kosovo indipendente) e per poter mettere mano a quelle riforme che l’opposizione aveva costretto allo stallo". Sull’esito del voto, ricorda Ungaro, "pesa, però, la denuncia delle gravi irregolarità, delle violenze e dei tentativi di manipolare la campagna elettorale, avanzata dagli osservatori dell’Ocse". (segue)” ” ” “