Un ufficiale di stato civile britannico, Lillian Ladele, di fede cristiana, ha chiesto al tribunale del lavoro di Londra di essere esonerata dalla celebrazione di unioni civili tra omosessuali. Un caso interessante perché se Ladele perdesse la causa si introdurrebbe nella legge britannica un precedente col quale a un impiegato verrebbe imposto, dal datore di lavoro, di agire contro coscienza. Capita a Islington un quartiere a nord di Londra, dove Ladele ha lavorato per 16 anni per l’autorità locale che ora vuole che presieda a unioni tra omosessuali anche se ciò va contro la sua fede. "La mia coscienza cristiana – ha spiegato Ladele al settimanale cattolico Tablet – mi impedisce di diventare parte attiva nella formazione di un’unione civile tra omosessuali. Non sto cercando di impedire tali unioni perché ho molti colleghi disposti a farlo". Fino a qualche mese fa, infatti, l’impiegata è riuscita, mettendosi d’accordo con i suoi colleghi cambiando orario di lavoro, a evitare di presiedere a tali unioni. Dopo che il governo lo scorso dicembre ha introdotto una legge che invalida l’obiezione di natura religiosa alle unioni omosessuali ciò è diventato impossibile. All’impiegata è stato ridotto lo stipendio ed impedito di celebrare qualsiasi tipo di matrimonio. Le unioni civili tra omosessuali sono state introdotte nel Regno Unito nel 2004 ed equiparate a un matrimonio civile.