FRIULI VENEZIA GIULIA
Finanziato dall’Ue un “progetto unico” per il diritto alla casa
Per venire incontro ai disagi arrecati dal “problema casa” diventa necessaria la presenza sul territorio delle Agenzie sociali per l’abitare, che si occupano prevalentemente della mediazione tra chi affitta e chi si trova in situazioni di difficoltà nel mantenimento di un canone di locazione. In Friuli Venezia Giulia l’operatività delle Agenzie immobiliari sociali diventerà a breve ancora più puntuale grazie a un finanziamento europeo che permetterà – per la prima volta nella storia delle Agenzie – di attuare un progetto unico regionale.Lo specifico del progetto. Il “Progetto Casa” (Coordinamento agenzie sociali per l’abitare) vede la partecipazione dell’Associazione “Vicini di Casa” di Udine come ente capofila, assieme alla cooperativa sociale “Abitamondo” di Pordenone, all’Associazione “Betlem” di Gorizia e alla cooperativa sociale “Lybra” di Trieste. Il progetto ha ottenuto da parte del Ministero dell’interno un finanziamento, erogato dal Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi, pari a 155 mila euro grazie ai quali verrà messa in atto una serie d’interventi mirati alla risoluzione delle problematiche nella conduzione degli alloggi da parte degli stranieri e della conflittualità nei rapporti tra vicinato. Il progetto agirà inoltre sugli strumenti operativi a disposizione delle Agenzie, coordinando la formazione del personale e dei volontari. Tra i vari obiettivi del piano di lavoro anche quello di migliorare e facilitare i rapporti tra Agenzie, proprietari e cittadini stranieri, grazie all’attivazione di percorsi di educazione all’abitare finalizzati all’integrazione dei cittadini stranieri nel tessuto socio-abitativo. La novità. Il progetto proposto dalle quattro Agenzie regionali – che è risultato ottavo tra i cinquanta presentati in tutta Italia – permetterà di predisporre strumenti e modalità di azioni comuni in tutta la regione. La collaborazione tra le quattro Agenzie è infatti indirizzata a promuovere e organizzare azioni condivise, tanto in favore di stranieri residenti in regione, per i quali l’accesso alla casa risulta più difficoltoso, quanto alle famiglie italiane che vivono le stesse problematiche di disagio abitativo. La creazione di reti territoriali consentirà pertanto una migliore azione tra le Agenzie sociali per l’abitare, allo scopo d’incidere maggiormente sulla normativa regionale in materia di politiche abitative e di diritto alla casa. “Intendiamo iniziare un’interlocuzione con la Regione, sia per avere un accreditamento, sia per iniziare un dialogo sulla tematica normativa. Dialogo finalizzato anche a riprendere proposte di legge avanzate anni fa a livello nazionale ma poi mai arrivate a un’approvazione – dice Giovanna Corbatto, referente del progetto per l’Associazione Betlem -; sono tutte azioni che verranno svolte in concerto con le altre Agenzie e daranno quindi identità a un coordinamento che finora era stato informale, rendendolo permanente e non sporadico”. Le esigenze del territorio. Rileva Corbatto come ci si trovi in un contesto dove gli strumenti a disposizione sono adatti, ma stanno cambiando le condizioni sociali: “Una volta – sottolinea – il problema fondamentale era quello di riuscire a mediare sull’essere stranieri, oggi si affiancano altre problematiche. La principale è una maggiore garanzia economica richiesta dall’affittuario. Di contro le persone hanno a disposizione una minore disponibilità economica e questo dà spesso vita a un maggior ricorso a sfratti per morosità, con la conseguenza di una problematica ancora più grave”. Compito delle Agenzie sarà mediare all’interno di questo disagio, anche attraverso un’interlocuzione diretta con l’Unione piccoli proprietari immobiliari, promuovendo tavoli di lavoro, cercando di trovare locazioni a prezzi onesti e ottenere un dialogo e un interscambio positivo con i proprietari. Per perseguire questi obiettivi il “Progetto Casa” punta non alla realizzazione di nuovi sportelli di ascolto, ma al potenziamento di quelli già esistenti. “Abbiamo sentito l’esigenza di puntare alla formazione degli operatori che già lavorano nelle Agenzie – aggiunge la referente -: partendo dalle criticità e dalle esigenze di approfondimento verranno attivati corsi di formazione, il cui obiettivo finale sarà un riconoscimento. Ci stiamo attivando con vari enti di formazione per capire chi di loro potrebbe aiutarci a ottenere una sorta di ‘patentino’ di operatore di Agenzia immobiliare sociale”. Il progetto, che avrà durata di un anno, diventerà formalmente attivo il prossimo 22 settembre, quando la rappresentanza dell’Associazione “Vicini di Casa” si recherà a Roma per la firma della convenzione con il Ministero. a cura di Selina Trevisan(12 settembre 2012)