FRIULI VENEZIA GIULIA

Guardare al futuro

Promossi due progetti a lungo termine per i giovani

La Regione Friuli Venezia Giulia guarda al mondo dei più giovani, promuovendone creatività, occupazione e identificazione sociale. Grazie a due nuovi progetti l’ente regionale investirà nei prossimi anni più di venti milioni di euro, tanto nella realizzazione di luoghi destinati ai giovani, quanto nella creazione di attività per stimolarne la realizzazione lavorativa, artistica e la vocazione al volontariato, il tutto con la fondamentale sinergia dei Comuni del territorio, delle parrocchie e dei soggetti privati che animano la Regione.Luoghi per i giovani. Con il primo intervento la Regione verserà a 96 tra Comuni, parrocchie ed enti privati un totale di 19,8 milioni di euro in vent’anni, finalizzati a realizzare ex novo o a recuperare strutture aggregative destinate alla fascia giovanile della popolazione locale, il tutto in funzione di una crescita consapevole e di un protagonismo necessario alla vita nella e della comunità. Le domande pervenute alla Regione sono state 160, di cui 96 dalla provincia di Udine, 41 da quella di Pordenone, 12 da Gorizia e 11 da Trieste; ne sono state accolte 96, ovvero il 60% del totale. Con la delibera approvata dalla giunta regionale è stato sancito lo stanziamento di 993.840,30 euro l’anno fino al 2031. Come confermato dalla stessa amministrazione, è ora possibile definire una pianificazione organica nel territorio regionale, valorizzandone il ruolo di presidio e di coesione sociale.La creatività giovanile. Oltre all’intervento per dotare i ragazzi di strutture, la Regione ha anche stipulato 28 convenzioni specifiche con altrettanti partner per interventi a favore dei giovani. La proposta di tre bandi ha registrato una rilevante adesione, tanto di enti quanto di associazioni che hanno proposto progetti su “cose da fare con i ragazzi”: il bando “Arti e mestieri del passato per un’imprenditoria del futuro” vede l’adesione della Confartigianato di Udine, delle Province di Trieste e Pordenone e del Comune di Gorizia; il bando “Giovani e volontariato” ha selezionato, tra i tanti, anche l’associazione “Viviamo In Positivo – Vip Friulclaun” onlus di Pozzuolo del Friuli e l’Agesci-Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia; per il bando “Giovani creativi” – che ha raccolto quasi la metà delle 150 adesioni registrate dai tre bandi – sono state selezionate 12 proposte, tra le quali quella della Scuola di musica diocesana di Mortegliano e dell’associazione Palazzo del Cinema-Hisa Filma di Gorizia. Con ciascun beneficiario l’amministrazione regionale stipulerà un’apposita convenzione per disciplinare l’attuazione del progetto proposto, distribuendo il milione di euro stanziato per quest’iniziativa.La Regione per i ragazzi. I due interventi messi in atto sono i primi passi concreti della “Legge per l’autonomia dei giovani e sul Fondo di garanzia per le loro opportunità”, approvata lo scorso marzo. “Non posso che essere contento quando vedo che s’investe nei giovani. Sicuramente è un segno di speranza e lungimiranza delle istituzioni dirottare delle risorse sul mondo giovanile”, afferma don Nicola Ban, responsabile della Pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Gorizia. Il sacerdote, però, pone l’accento sulla necessità di trovare luoghi che possano donare qualcosa: “I giovani manifestano il grande desiderio di potersi incontrare, di avere spazi per condividere le proprie passioni e i propri sogni, tuttavia non è detto che alla manifestazione di questo desiderio corrisponda un’effettiva frequentazione degli spazi a disposizione. I centri di aggregazione possono funzionare quando ‘sanno di casa’, quando sono strutturalmente accoglienti ma soprattutto quando sono ricchi sul piano delle relazioni, se si possono incontrare delle belle persone che fanno sentire a casa e fanno sentire accolti”. A tal proposito suggerisce di “investire sulle persone tre volte tanto rispetto ai muri: la difficoltà più grande è avere degli operatori che creino il clima adatto all’incontro e all’accoglienza reciproca”. Dello stesso avviso anche don Renato Mazzuia, incaricato per la Pastorale giovanile della Regione ecclesiastica del Triveneto, il quale ribadisce come sia “importante educare a un’integrazione più che a una disgregazione della personalità, aiutare cioè i giovani a entusiasmarsi per un ideale, a impegnarsi per un progetto, a riconoscersi parte di una temperie culturale, pur pluriforme e multietnica ma comunque identificabile. Dentro quest’orizzonte un centro di aggregazione può dare molte chance, ma il lavoro da fare è di tipo culturale e antropologico, in collegamento con le agenzie educative del territorio”.a cura di Selina Trevisan(15 novembre 2012)