CASO ENGLARO: MONS. ROCCONI (JESI), "CHI DEFINISCE IL LIMITE?"

” “"Ho visto bambini senza la benché minima autonomia, non padroni di sé, non consapevoli di sé, non capaci di portarsi il cibo alla bocca. Non ho potuto fare a meno di fare un confronto con la situazione di Eluana Englaro". Lo scrive, in una nota sul settimanale diocesano "La voce della Vallesina", il vescovo di Jesi, mons. Gerardo Rocconi, raccontando del recente pellegrinaggio a Lourdes. Lì, prosegue il presule, "guardando quei bambini e pensando ad Eluana, ho ricordato un’espressione, letta in un quotidiano, riferita alla situazione della giovane donna: «Ma che vita è? Sicuramente una vita che nessuno vorrebbe». E mi è venuto naturale il confronto con quei bambini. La loro vita chi la vorrebbe? (…) Allora mi sono chiesto: E a tutti questi si può sospendere l’alimentazione? Adesso no, ma probabilmente sono quelli di un prossimo turno! (…) Dare acqua e cibo – precisa mons. Rocconi – non è amministrare dei farmaci, non è una cura straordinaria". Di fronte a tali domande, osserva il vescovo, la risposta "non è solo questione di fede, ma soprattutto è questione di ragione, di amore e di civiltà. Nel momento in cui si stabilisce che si può decidere sulla vita, chi definisce il limite?". "A quel punto – conclude – tutto è lasciato alla sensibilità del singolo" e "alla fine a decidere sarà il capriccio e l’egoismo dell’uomo".” “