"La nostra esperienza originaria della libertà è un’esperienza di libertà limitata, ‘situata’". Lo ha affermato il filosofo Paolo Costa della Fondazione Kessler di Trento, intervenendo stamattina alla 45ª sessione di formazione ecumenica del Sae (Segretariato attività ecumeniche), in corso a Chianciano Terme (Si) fino al 2 agosto. "I confini della libertà" il tema affidato al filosofo, tema che s’inserisce nel più ampio contesto dell’argomento scelto per questa sessione del Sae: "Non sono forse libero? Spazi e confini della libertà". "La questione ha osservato Costa – viene sollevata di solito intorno al rapporto tra libertà e determinismo, ma in realtà questo è un problema successivo rispetto a quello di comprendere prima cosa sia una libertà ‘situata’". E cos’è questa libertà "situata"? "La libertà limitata, a mio avviso, non è una libertà dimezzata chiarisce il filosofo -, ma piuttosto il limite è la condizione per essere liberi, ovviamente in alcune accezioni specifiche del termine limite". (segue)