FRIULI VENEZIA GIULIA
Aperte le iscrizioni ai Centri per l’impiego in vista dei “Cantieri lavoro”
Nuove opportunità per chi si trova in difficoltà lavorativa in Friuli Venezia Giulia. Dall’11 al 29 marzo infatti sarà possibile presentare domanda d’iscrizione nelle liste dei Centri per l’impiego dislocati in varie città della Regione per prendere parte ai Cantieri lavoro riservati ai disoccupati. Quest’iniziativa, promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso l’assessorato al lavoro, sarà affiancata da due ulteriori provvedimenti della Regione: lo stanziamento di 26 milioni di euro nella pianificazione periodica delle operazioni del Fondo sociale europeo per azioni formative mirate al collocamento e ricollocamento lavorativo e l’incentivo di 2mila euro pro capite a beneficio delle imprese che assumono i lavoratori licenziati da aziende sotto i 15 dipendenti.La novità dei Cantieri lavoro. Per la prima volta nella Regione si utilizzeranno i Cantieri lavoro, caratterizzati da procedure d’impiego più snelle rispetto a quelle previste per i lavori socialmente utili e di pubblica utilità. Peculiarità dei Cantieri lavoro è quella di non generare un rapporto di lavoro dipendente, in quanto il lavoratore mantiene la figura di disoccupato: l’iscrizione alle liste del Centro per l’impiego è conservata e si può continuare a partecipare alle chiamate pubbliche. Oltre a ciò, questo strumento prevede la partecipazione a iniziative di orientamento e di formazione dei partecipanti, per aiutarli nella ricerca di un’occupazione. Requisiti necessari per partecipare ai Cantieri lavoro – che per il 2013 prevedono 300 posti della durata di sei mesi – sono il non percepimento di alcun ammortizzatore sociale e uno stato di disoccupazione di almeno otto mesi. Saranno inoltre valutate l’età, dando maggior valore ai soggetti più anziani, il reddito attestato dall’Isee (indicatore della situazione economica equivalente) e il raggiungimento dei requisiti per il pensionamento entro i quattro anni successivi. Ai lavoratori coinvolti sarà erogata un’indennità di 33,78 euro al giorno a carico della Regione – che partecipa con un finanziamento di 1.267.000 euro -, mentre gli oneri previdenziali e assicurativi saranno gestiti dagli enti locali. “Il bando è una presa di responsabilità e coscienza nei confronti degli esodati – dichiara don Ettore Malnati, vicario episcopale della diocesi di Trieste per il laicato e la cultura -; è una proposta di speranza, anche se a termine, ma che infonde fiducia. Inoltre è un segno di attenzione delle amministrazioni al momento di difficoltà che vive il mondo del lavoro”. Don Malnati sottolinea inoltre come il mondo della Chiesa, all’interno della grande crisi in corso, si debba porre come “presenza morale e denunciante, per dare voce a chi non ha voce”.Le altre iniziative. Oltre alla novità dei Cantieri lavoro, la Regione prosegue nel suo impegno verso le problematiche occupazionali con la pianificazione periodica delle operazioni del Fondo sociale europeo. Innanzitutto, con la possibilità di utilizzare 26 milioni di euro in azioni formative orientate al collocamento della fascia giovanile e al ricollocamento lavorativo, dedicato alla fascia più matura della popolazione. “Nella situazione difficile nella quale si trova l’occupazione, in particolar modo quella giovanile, simili interventi rappresentano azioni positive che aiutano a fronteggiare l’attuale momento di grave sofferenza – afferma Franco Blasini, presidente delle Acli del Friuli Venezia Giulia -. Credo, però, che, in prospettiva, per affrontare in modo strutturato il problema dell’occupazione giovanile, vada messo in campo nella nostra Regione un progetto specifico per l’occupabilità: potenziando la formazione professionale e l’apprendistato per il diritto ad acquisire una qualifica professionale e per il contrasto della dispersione scolastica e dell’inattività. Necessaria è poi l’estensione dell’apprendistato per l’alta formazione e la ricerca, attraverso accordi tra Università, Regione e parti sociali”.Nuove soluzioni per le piccole imprese. Un’ulteriore iniziativa punta a incentivare l’assunzione di quei lavoratori che, uscendo da un’azienda con meno di 15 dipendenti, non possono essere iscritti alle liste di mobilità in forma individuale, in base alla Legge di stabilità 2013. La Regione verserà un contributo di 2mila euro per ognuno di questi lavoratori alle imprese che li assumeranno, dando così una possibilità a una fascia che, altrimenti, si troverebbe in forte disparità di trattamento. “L’iniziativa è senza dubbio positiva – afferma don Giovanni Sponton, responsabile della Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Gorizia -, in particolare per il tessuto imprenditoriale regionale che conta molte realtà piccole. Va sottolineato che un licenziamento comporta tanti disagi non solo alla persona, ma anche per tutta la sua famiglia; ritengo quindi che un sostegno sia doveroso. Tuttavia, non so quanto sufficiente esso possa essere, soprattutto prendendo in considerazione i lavoratori che hanno già una certa età. Mi domando quanto le aziende siano disposte ad assumere un ultracinquantenne, anche se portatore di 2mila euro d’incentivi”.a cura di Selina Trevisan(11 marzo 2013)