"Ascoltate la natura, la coscienza, Dio". L’arcivescovo di Milano, card. Dionigi Tettamanzi, si è rivolto con questo triplice invito ai 50mila ragazzi della diocesi che stanno vivendo l’esperienza del campeggio in Val d’Aosta. Nell’omelia della messa celebrata alle 10,30, l’arcivescovo ha esortato innanzitutto i giovani a fare attenzione "a una voce che non si sente, ma si vede, soprattutto qui in montagna: è la bellezza del creato, è Dio che ci dice il suo amore per noi attraverso le opere che ha compiuto". La seconda parola da non trascurare è "quella della coscienza, il nostro io più profondo, quello che ci dice il nostro significato nella vita, che ci fa camminare nel bello e nel giusto". Una voce che si confonde nel brusio della quotidianità: per ascoltarla, ha precisato, "serve creare occasioni di silenzio". Terza e ultima voce, ha detto il cardinale, "è quella di Dio che in Cristo si è fatta carne, per raggiungerci e dirci che ci ama". Il messaggio di Dio non si ascolta solo col silenzio, ha precisato Tettamanzi ai ragazzi, ma attraverso la preghiera. "Una preghiera la cui serietà si sperimenta nella vita di tutti i giorni, che è vera se si concretizza nell’agire. A volte sembra che il pregare non tocchi la vita quotidiana, ma in realtà è una sorgente d’acqua fresca indispensabile quando la vita ci pone di fronte a prove dure". (segue)