"Alla nostra Chiesa non fa nessun piacere vedere le tensioni che esistono nella vostra comunione. Ci siamo impegnati a percorrere un viaggio verso l’unità e le nuove tensioni, anche se riguardano questioni molto importanti, rallentano soltanto il progresso che possiamo fare", così il card. Cormac Murphy-O’Connor, primate dei cinque milioni di cattolici del Regno Unito ha parlato ai vescovi e arcivescovi anglicani riuniti a Canterbury per la Lambeth Conference. Murphy-O’Connor, protagonista dall’inizio degli anni Ottanta del dialogo tra Chiesa cattolica e anglicana che si è svolto nelle commissioni "Arcic", ha ricordato l’entusiasmo dell’inizio, culminato nella storica visita di Giovanni Paolo II nelle isole inglesi, la prima visita di un Papa dalla Riforma di Enrico VIII. Sono seguite le difficoltà degli anni Novanta con l’ordinamento delle donne pastore. Dietro questo problema come pure dietro alle questioni morali, sta una questione più profonda, ha ricordato Murphy-O’Connor, quella della ecclesiologia: "Come interpretiamo la Chiesa? Dove si trova? E’ una federazione blanda con una storia comune e una parentela famigliare? E’ un ente più compatto con strutture di autorità ben sviluppate? Soprattutto con quali strumenti lo Spirito Santo consente alle chiese di raggiungere le decisioni più importanti?".