"Ho ancora negli occhi e nel cuore questa straordinaria esperienza, nella quale mi è stato dato di incontrare il volto giovane della Chiesa: era come un mosaico multicolore, formato da ragazzi e ragazze provenienti da ogni parte della terra, tutti riuniti dall’unica fede in Gesù Cristo". Con queste parole il Papa, durante il suo ultimo Angelus di luglio a Castelgandolfo, ha ricordato la Gmg di Sydney, ripercorrendone idealmente le tappe salienti. "Questi incontri le parole di Benedetto XVI a proposito dell’appuntamento ideato da Giovanni Paolo II – formano le tappe di un grande pellegrinaggio attraverso il pianeta, per manifestare come la fede in Cristo ci renda tutti figli dell’unico Padre che è nei cieli e costruttori della civiltà dell’amore". "Caratteristica propria dell’incontro di Sydney, per il Papa, "è stata la presa di coscienza della centralità dello Spirito Santo, protagonista della vita della Chiesa e del cristiano". Tra i momenti dell’evento australiano, il Papa ha menzionato le catechesi nelle varie lingue, definendole "momenti di riflessione e di raccoglimento indispensabili perché l’evento non resti solo manifestazione esterna, ma lasci una traccia profonda nelle coscienze". (segue)