"L’enciclica in maniera precisa, sistematica afferma un principio di grande attualità: la vita non è un valore da scegliere o salvaguardare, ma è un bene assoluto cioè sciolto da ogni criterio personale di scelta. La vita è un bene il cui elemento originario è la natura". Così Paola Ricci Sindoni, docente di Filosofia morale all’Università di Messina, in occasione del 40° anniversario della pubblicazione dell’enciclica "Humanae Vitae" di Paolo VI (25 luglio 1968). "Se oggi siamo abituati a considerare tanti aspetti della vita, basti pensare alle grandi questioni della bioetica, sradicati dal contesto della natura e sottoposti alle dinamiche della cultura e quindi ai mezzi tecno-scientifici – prosegue la docente -, l’Humanae Vitae ci aiuta a riportare la vita nella sua vera essenza che è costituita da questo bene assoluto naturale. Ecco perché l’enciclica è un modello, ancora attuale, che bisogna esportare, proporre oggi". È sbagliato per Ricci Sindoni anche voler a tutti costi imporre ai Paesi in via di sviluppo "modelli di vita in qualche modo asserviti esclusivamente ai mezzi tecno-scientifici che dispongono il controllo della natalità attraverso la contraccezione. Questo è un modo per piegare la natura alla cultura". (segue)