“Dobbiamo essere chiari – ha aggiunto Beger – : stiamo assistendo a una caccia alle streghe presentata come una serie di ‘misure di sicurezza". Richiamando l’aggressione e la distruzione, nello scorso maggio, del campo rom di Ponticelli, a Napoli, che ospitava 800 persone, Amnesty afferma che "l’ultima ‘misura di sicurezza’ applicata – un censimento riguardante solo i rom, che include la raccolta di informazioni sull’origine etnica e la religione, nonché quella delle impronte digitali – è un provvedimento discriminatorio, sproporzionato e ingiustificato, in diretto contrasto con la Convenzione europea sui diritti umani". Considerando gli obblighi del diritto internazionale e del diritto comunitario cui sono vincolati gli Stati Ue, Amnesty chiede al Consiglio giustizia e affari interni di: "assicurare l’adozione di misure immediate per fermare pratiche discriminatorie quali la raccolta delle impronte digitali su base etnica e gli sgomberi illegali; garantire che siano adottati adeguati provvedimenti disciplinari o penali nei confronti dei funzionari e degli esponenti politici autori di dichiarazioni dispregiative o razziste; riesaminare lo stato d’emergenza e gli atti e le misure derivanti dalla sua adozione, per garantirne la compatibilità col diritto".