LAZIO

Iniziative insidiose

Famiglia e territorio: i pacs sono in contrasto con il quadro di riferimento costituzionale e con la cultura del nostro popolo

Un passo indietro. “Siamo di fronte ad iniziative insidiose ed inaccettabili che creano le condizioni per indebolire gravemente la soggettività sociale della famiglia nella nostra regione, in contrasto con il quadro di riferimento costituzionale e con la cultura del nostro popolo”. Questo il commento di Ciro Intino, presidente del Forum delle famiglie del Lazio sul dibattito in corso da diverse settimane sia a livello nazionale sia regionale sul tema dei pacs. “È evidente – ha aggiunto – che se le proposte in cantiere avessero successo, e mi riferisco ad ognuna di esse, si svuoterebbe di significato l’attuale normativa con una serie di gravi conseguenze per la nostra vita democratica.Tutte le iniziative di cui abbiamo sentito parlare, mentre favoriscono o consentono processi di indebita equiparazione fra la famiglia ed altre forme di convivenza, finiscono per privilegiare approcci assistenziali, fortemente individualistici. Si vanificherebbe, in tal modo, lo sforzo che tutta la comunità regionale aveva compiuto, ed al quale anche le associazioni familiari avevano partecipato, di pervenire ad una normativa che finalmente definisce il familiare e lo promuove nella sua dimensione sociale e pubblica, cercando di riportarlo al centro dell’attenzione delle politiche regionali”.”La politica familiare – ha concluso Intino – che nella nostra regione è ancora agli inizi, sarebbe di fatto ricollocata in modo generico ed indistinto all’interno dei piani d’intervento locali che, come sappiamo, privilegiano logiche assistenziali e prassi burocratiche ormai obsolete, poco rispettose di un autentico protagonismo sociale delle famiglie”.Non prescindere dalla Costituzione. “Attenzione a non incrinare il fondamentale principio dell’unicità del matrimonio”, avverte Guido Romanelli, presidente dell’Unione romana giuristi cattolici. “L’estensione dei benefici di carattere economico anche a coppie non sposate o a persone, legate da vincoli di parentela, che condividono l’abitazione – ha aggiunto – può essere considerata un’iniziativa utile a fini sociali anche se, a ben vedere, sostanzialmente ripetitiva di benefici e diritti che la normativa vigente e la giurisprudenza costante già riconoscono; si pensi alla casistica in tema di filiazione naturale e di subentro del convivente nei contratti di locazione”.In relazione alla creazione di un registro delle unioni civili nel X Municipio di Roma e alle proposte di legge regionale presentate in tema di unioni civili di fatto, secondo Romanelli “si tratta di provvedimenti che oltrepassano le specifiche funzioni e prerogative di queste istituzioni nel sistema delle autonomie, visto che la competenza a regolamentare eventualmente le unioni civili o le convivenze extramatrimoniali spetta unicamente al Parlamento”.È del tutto evidente, a maggior ragione, ha concluso , che “la disciplina giuridica dell’istituto del matrimonio è materia di estrema delicatezza; ove riconsiderata dal Parlamento essa non può, comunque, prescindere dal disposto della Costituzione, di altissimo valore etico e sociale, in base al quale la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.————————————————————————————–SchedaLa discussione sui pacs nel Lazio è aperta. Mentre alla Regione e al Comune il dibattito prosegue, il X Municipio di Roma, il 22 dicembre scorso, con una delibera ha istituito un registro per le coppie di fatto, eterosessuali e omosessuali, conviventi da almeno un anno, che consente l’accesso ai servizi sociali municipali. Analogo provvedimento è stato invece bocciato dall’XI Municipio.Nello stesso mese la Giunta regionale ha approvato una memoria con cui si è impegnata a prevedere forme di assistenza a persone legate “da vincoli affettivi e stabilmente conviventi”, al di fuori dei casi compresi nella legge regionale n. 32 del 2001, che prevede una serie di benefici per i nuclei familiari di tipo tradizionale, dai quali, a oggi, sono escluse quella pluralità di forme di convivenza fondate sulla solidarietà e sulla reciproca assistenza morale e materiale.La Giunta ha, quindi, dato mandato all’assessore alle Politiche sociali, Alessandra Mandarelli, di predisporre un atto legislativo, da proporre quale collegato della prossima legge finanziaria regionale, che preveda misure che aiutino anche le famiglie di fatto, equiparandole da un punto di vista sociale e non giuridico, a quelle tradizionali. In seguito sono state presentate proposte di disegni di legge regionale, che devono ancora essere esaminate.Una prima iniziativa fa capo allo Sdi e propone l’estensione nelle tutele e delle agevolazioni già previste nella legge regionale sugli interventi a sostegno della famiglia (n. 32 del 2001) anche alle coppie di fatto e alle persone potrebbero ricorrere ai pacs ove venissero riconosciuti.Un secondo disegno di legge regionale è stato presentato dalla Margherita, con l’obiettivo di tutelare i diritti delle persone in condizioni di disagio sociale ed economico che vivono in coabitazione stabile, senza però riconoscere giuridicamente le loro unioni. Nel Lazio è stato presentato un emendamento al bilancio regionale che prevede l’estensione alle coppie di fatto di alcuni benefici previsti dalla legge regionale sulla famiglia.(10 marzo 2006)