LAZIO
Iniziative regionali e problemi
Parla di “un’ottima collaborazione con la Regione, che ha avuto tra gli altri frutti un coordinamento regionale dei centri di riabilitazione” Salvatore Provenza, direttore del Centro Santa Maria della Pace di Roma, uno dei centri della Fondazione Don Gnocchi, che si occupa dei problemi di recupero e riabilitazione di pazienti con disabilità, una volta usciti dagli ospedali.”Grazie a questo tavolo che si è costituito tra le associazioni maggiormente rappresentative dei centri di riabilitazione e la Regione Lazio – spiega Provenza – ci è stata data l’opportunità di confrontarci, di volta in volta, sulle criticità del settore e trovare molto spesso delle risposte”.Se è buono il rapporto con la Regione, non mancano i problemi, primo tra tutti quello economico: “Tra le priorità – dichiara Provenza – emerge la necessità di aggiornare le rette per paziente, che la Regione eroga, ma al momento ferme al 2001”. Anche rispetto ai rinnovi contrattuali, che richiedono un adeguamento per il biennio economico, scaduto nel 2005, “la Don Gnocchi, come altre associazioni, non è in grado di sottoscrivere l’accordo perché mancano i fondi. La Regione adesso sta attraversando delle difficoltà: ci sono degli accenni di promessa ma ancora manca la concretizzazione”.Al di là degli aspetti economici, continua Provenza, “vorremmo dare un contributo per un ripensamento dei requisiti strutturali e organizzativi dei centri di riabilitazione e per un miglioramento qualitativo dell’assistenza ai disabili. Soprattutto, è necessario fare di più sul versante dell’aiuto alle famiglie. Ad esempio, creando dei posti letto speciali, da utilizzare nei fine settimana, per permettere alle famiglie di lasciare i disabili nei centri di riabilitazione e avere, così, un alleviamento nell’assistenza per qualche giorno”.Per Saveria Dandini de Sylva, presidente dell’Istituto “Leonarda Vaccari”, ente morale che dal 1936 si occupa della riabilitazione, dell’integrazione e dell’inserimento delle persone con disabilità, “bisogna cambiare mentalità. Nella Regione Lazio quello che serve è una visione globale del problema, un’adeguata formazione degli operatori del settore, una corretta informazione ai cittadini, che spesso ignorano i servizi di cui potrebbero usufruire”. A giudizio di Dandini De Sylva, “sarebbe auspicabile, a livello regionale, un collegamento più stabile tra i vari assessorati che consenta una sinergia di interventi in favore dei disabili”.La Regione, inoltre, dovrebbe “individuare, attraverso l’analisi degli interventi e delle procedure di lavoro dei diversi operatori del settore, le best practice, le eccellenze per creare un percorso di esperienze positive, cui deve anche essere dato un valore scientifico, magari con la partecipazione delle Università”. “La disabilità, come fenomeno non solo individuale, ma anche sociale, richiede a chi voglia predisporre interventi politici e servizi alla persona efficaci, in primo luogo, la conoscenza delle condizioni di vita e delle problematiche che ad essa contestualmente si legano”. È l’opinione di Valeria Fabretti, presidente dell’associazione “Crescere Insieme” onlus. Secondo Fabretti, “chi opera sul campo ha un duplice bisogno: in primo luogo, un maggiore sostegno nell’acquisizione di conoscenze relative alle dinamiche sociali e culturali che connotano i diversi tipi di disabilità nei contesti territoriali, determinandone, di caso in caso, limiti e risorse disponibili, problemi e possibili soluzioni; in secondo luogo, competenze legate alla traduzione operativa del sapere in azioni e servizi concreti alla persona”.SchedaTante le iniziative della Regione a tutela dei diversamente abili. Tra le più recenti lo stanziamento, approvato dalla Giunta, di 400mila euro per il progetto “Autismo e educazione speciale”, destinato a 160 famiglie del Lazio per contrastare l’isolamento dell’autistico. A settembre, sempre la Giunta ha approvato l’erogazione di oltre 3 milioni di euro per i quasi 18mila alunni disabili del Lazio.A livello legislativo alla fine del 2003 (legge 36) è stata istituita una Consulta per i problemi della disabilità e dell’handicap, cui partecipano diverse organizzazioni che con altre ricevono dalla Regione sussidi economici. Poi norme sul diritto al lavoro delle persone disabili (legge 19/2003) per la cui attuazione è stato creato un fondo regionale per l’occupazione dei disabili.In materia di eliminazione e superamento delle barriere architettoniche, anche se fino ad oggi la Regione non si è dotata di uno strumento normativo unico e trasversale a tutti i settori interessati, ha adottato da diverso tempo provvedimenti ed iniziative su questo tema. Già dagli anni ’80, invece, la normativa regionale promuove la realizzazione di un sistema integrato di interventi a carattere sanitario.a cura di Gigliola Alfaro e Alessia Meloni(21 aprile 2006)