L’OSSERVATORE ROMANO: AIE, I GIOVANI ITALIANI LEGGONO MENO DELLA MEDIA EUROPEA (2)

Il primo riguarda "le differenze territoriali e geografiche (tra nord e sud) che contraddistinguono la lettura giovanile o la presenza di biblioteche in casa". Differenze che, precisa il presidente degli editori, "invece di ridursi crescono, e chi legge, legge ancor di più e chi non legge, legge sempre di meno. A un 8-9% di famiglie che si dichiarano prive di qualunque biblioteca domestica nelle regioni del nord si passa a un 18-20% che ne è priva in quelle meridionali". "Le fasce giovanili della popolazione italiana – sottolinea inoltre Motta – leggono meno di quanto non facciano le corrispondenti fasce di popolazione in altri Paesi europei. All’italiano 53,8% corrisponde il 66,0% della Francia o il 72,3% della Spagna". Secondo la Banca d’Italia, avverte l’editore, "le regioni e i Paesi con più alti tassi di lettura crescono di più a parità di altre condizioni strutturali di partenza. Soprattutto la lettura aumenta la capacità innovativa, di comprendere i fenomeni, e in ultima istanza la produttività del lavoro". Di qui la convinzione che "sui giovani e sulle famiglie vadano incentivate, concentrate e finalizzate risorse finanziarie, pubbliche e private" poiché è necessario "porre il tema dei giovani (e degli investimenti conseguenti) come condizione per dare futuro e sviluppo al Paese".