"La lettura in Italia è cresciuta dal 1998 a oggi del 4,5% (dal 41,9% di lettori al 43,1% del 2007)", ma "i giovani italiani si allontanano dagli standard culturali europei", leggono meno e sono sempre più marcate "le differenze tra il nord e il sud del Paese". E’ quanto emerge da alcuni risultati di una ricerca sull’impatto della lettura, della scuola e delle nuove tecnologie sulle nuove generazioni, anticipati oggi durante la presentazione a Milano dei prossimi "Stati generali dell’editoria" che si svolgeranno a Roma dal 1° al 2 ottobre prossimo. A darne notizia è l’edizione odierna de "L’Osservatore Romano" che propone l’intervento di Federico Motta, presidente dell’Associazione italiana editori (Aie). Ripercorrendo la sequenza degli "Stati generali dell’editoria come occasione di incontro fra gli editori e di confronto con gli altri soggetti della filiera" lanciati nel 2004 e basati sull’assunto che "la lettura è la condizione dello sviluppo del Paese", Motta osserva che se "le nuove tecnologie" non "hanno ancora cancellato dal loro orizzonte né libro, né librerie", e "il mercato del libro per ragazzi ha mostrato complessivamente in questi anni un andamento di poco, ma leggermente superiore" rispetto a quello del mercato del libro e dell’editoria nel suo complesso, vi sono "due fatti che dovrebbero portare a riflettere". (segue)