Amnesty International chiede anche che siano prese "misure appropriate contro gli impiegati statali responsabili di aver agito contro la legge slovacca e alle spese dell’istruzione del bambini rom di Pavlovce nad Uhom". Ancora, che si assicuri che "l’iscrizione degli allievi in nessun caso sia approvata dalle scuole speciali a meno che non siano stati diagnosticati in modo chiaro, oggettivo e privo di ambiguità i portatori di disabilità mentale". Per l’organizzazione umanitaria, "tali diagnosi devono precedere il collocamento del bambino e le richieste o il consenso dei genitori non dovrebbero essere fattore decisivo per una simile collocazione". "La segregazione dei bambini rom nelle scuole speciali che impartiscono un’istruzione inferiore conclude Amnesty International – è una forma di discriminazione proibita": di qui la richiesta al direttore dell’autorità scolastica regionale di Koice "di mettere fine alla situazione a Pavlovce nad Uhom, e ovunque nella regione di Koice".