LAZIO
Rifiuti: la situazione in Lazio
La legge. La normativa quadro nel Lazio è stata delineata dalla legge regionale 9 luglio 1998 n. 27 “Disciplina regionale della gestione dei rifiuti”, integrata con la legge regionale del 10 maggio 2001, n. 10 e modificata con la 26 del 2003. Questa legge stabilisce i principi generali e le rispettive competenze per Regione, Provincia e Comuni nella gestione dei rifiuti, e definisce anche le regole di base per il riciclaggio e la raccolta differenziata. Secondo quanto previsto, la Regione si è dotata di piano di gestione dei rifiuti (l’ultimo è stato approvato con delibera della giunta regionale n. 112 del 10 luglio 2002), con il quale si è provveduto, tra l’altro, a suddividere il territorio regionale in Ambiti territoriali ottimali (Ato), i quali costituiscono le unità territorialmente omogenee assunte a base del dimensionamento dei sistemi di recupero e smaltimento dei rifiuti. Il piano detta norme relativamente a condizioni e criteri tecnici in base ai quali possono essere ubicati gli impianti per la gestione dei rifiuti; tipologia e complesso degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti urbani ancora da realizzare nel Lazio anche per garantire la gestione degli stessi rifiuti secondo criteri di economicità ed efficienza; individuazione di siti da bonificare e modalità generali degli interventi di risanamento ambientale.Principi ispiratori del piano sono la previsione di interventi tesi a favorire la riduzione a monte della produzione dei rifiuti; l’attivazione di un sistema efficace di raccolte differenziate da avviare all’effettivo recupero; la minimizzazione dei costi con soluzioni tecnologiche e massima valorizzazione del sistema di impianti già presenti nella Regione, anche per garantire l’autosufficienza dello stesso bacino regionale; coinvolgimento dei cittadini attraverso una campagna di sensibilizzazione.Un piano per le emergenze. Nel 2003 è, poi, stato stilato un piano di interventi emergenza con la designazione anche di un commissario straordinario. Il regime di commissariamento era stato reso necessario dal sussistere di molteplici criticità nel ciclo di gestione dei rifiuti (insufficienza degli impianti esistenti e loro carente efficienza, impedimenti amministrativi e burocratici nelle diversi fasi del ciclo, mancato raggiungimento dei limiti minimi di raccolta differenziata previsti dalla normativa e conseguente ingente ricorso al conferimento in discarica, mancata individuazione, da parte delle Amministrazioni locali, dei siti in cui collocare i nuovi impianti). Il commissariamento è stato prorogato fino al 31 gennaio 2007.I dati. Secondo quanto riferito dall’Arpa del Lazio la produzione di rifiuti in tonnellate è stata la seguente nel 2003: urbani 2.929.000 (2.978.000 nel 2002), speciali non pericolosi 1.519.012 (1.384.855 nel 2002), speciali pericolosi 184.272 (186.689 nel 2002), da costruzioni e demolizioni 3.909.059 (3.280.759 nel 2002). La produzione pro capite per abitante è stata di 579 chilogrammi nel 2002 e di 569 nell’anno successivo. Ogni abitante ha prodotto 305 chili di rifiuti speciali nel 2002 e 327 nel 2003. Dei rifiuti urbani prodotti nel 2002 solo il 5,5% ha rappresentato la quota di raccolta differenziata. Nell’anno successivo la quota è salita all’8,3%. Gli inceneritori. Sono cinque gli inceneritori presenti sul territorio regionale: tre sono destinati ai rifiuti urbani, uno a quelli sanitari e uno a quelli speciali.a cura di Alessia Meloni(23 giugno 2006)