Nel suo intervento ai vescovi anglicani riuniti per la 14ma Lambeth Conference, il card. Ivan Dias, prefetto della Congregazione per la evangelizzazione dei popoli, ha delineato il contesto e "le sfide" della evangelizzazione oggi. Tra queste ha citato il secolarismo "che cerca di costruire una società senza Dio", "l’indifferenza spirituale, che è insensibile ai valori trascendentali" e il "relativismo" che "è contrario alla dottrina permanente del Vangelo". Queste tendenze ha proseguito il cardinale – favoriscono la diffusione di una "cultura della morte". Il card. Dias ha quindi parlato di "aborto volontario (o di massacro di bambini innocenti non nati)", di "divorzio, che uccide il vincolo sacro del matrimonio benedetto da Dio)", di "ingiustizie sociali, economiche e politiche". Ed ha aggiunto: "i due istituti della società umana" che sono particolarmente vulnerabili" a questa cultura sono "la famiglia e i giovani". Di fronte ad un tale contesto ha poi detto il cardinale i cristiani non possono stare in panchina e assistere da spettatori passivi". "Fedeli alla nostra chiamata ad essere sale della terra e luce del mondo dobbiamo essere attivi nel leggere i segni dei tempi". La testimonianza dei cristiani è "ciò di cui il mondo oggi ha bisogno", ha sottolineato Dias aggiungendo che "i nostri contemporanei credono di più ai testimoni che agli insegnanti".