"Il documento dà conto della situazione che va a peggiorare: nel periodo ’96-2000 c’era stata una lievissima riduzione del divario tra Nord e Sud, poi dal 2000 ad oggi il divario è aumentato". Questo il parere espresso al SIR da Antonio La Spina, ordinario di Sociologia all’Università di Palermo, sul Rapporto Svimez 2008. Tanti i problemi. "Il ceto politico locale afferma il docente – utilizza male le pur cospicue risorse, vedi i fondi comunitari, di cui usufruiscono le più grandi regioni del Mezzogiorno, ancora inserite nell’obiettivo convergenza fino al 2013: Campania, Sicilia, Puglia, Calabria". A giudizio di la Spina, "manca alle regioni meridionali la capacità di selezionare e portare avanti progetti utili e realizzabili". Un secondo fattore negativo "è un orientamento del ceto politico, e in parte anche di quello amministrativo, consolidato e, perciò, difficile da sconfiggere di utilizzare queste risorse per creare consenso". Anche a livello nazionale sono state fatte scelte sbagliate perché "si è cercato di valorizzare la dimensione locale proprio laddove si registravano le difficoltà già descritte". Segnali contrastanti dalla società civile e dall’opinione pubblica "per alcuni versi poco critiche rispetto a questi sistemi", ma anche "impegnate nel contrasto della criminalità".