DARFUR: MENEGAZZO (VESCOVO EL-OBEID), "DECISIONE PRESA NEL MOMENTO SBAGLIATO" (2)

Il vescovo di El Obeid non smentisce le responsabilità del governo, soprattutto perché molti janjaweed, i pastori nomadi che massacrano la popolazione "nera" dedita all’agricoltura, sono stati "incorporati nell’esercito regolare". "Che rispetto avranno questi nuovi soldati verso la popolazione civile, che con la guerra non ha niente a che fare?" si chiede. In più "il governo non coopera con la Cpi: si è sempre rifiutato di consegnare alla Cpi i presunti colpevoli richiesti dalla Corte. Inoltre il governo bombarda villaggi di civili, colpevoli solo di appartenere alla stessa etnia dei ribelli". A proposito della presenza della forza di pace Onu-Ua mons. Menegazzo pensa che finora abbia "inciso poco sulla situazione: sono ancora pochi i soldati per la vastità del territorio" e "non hanno l’autorità di disarmare i janjaweed, causa maggiore dell’insicurezza e delle distruzioni dei villaggi. Senz’altro l’Onu-Ua è utile come intermediario tra le forze ribelli e il governo per il processo di pace". In generale, però, "non si nota nessun miglioramento" della situazione: "C’è un po’ di calma nel Sud Darfur – dice -, mentre all’Ovest ci sono stati ancora combattimenti e bombardamenti di villaggi. I profughi sono cresciuti e gli aiuti da parte dell’Onu e delle organizzazioni stanno diminuendo", anche a causa di "difficoltà per i permessi e di movimento", gli attacchi dei janjaweed e l’aumento del banditismo.