"La memoria di Violetta e Cristina voglia significare un impegno di un futuro più vivibile in spazi normali di vita sociale per le adolescenti che le hanno piante e hanno portato fiori bianchi". Padre Domenico Pizzuti, gesuita sociologo napoletano, impegnato nel Comitato rom campano (che riunisce associazioni laiche e cattoliche, gruppi italiani e rom, religiosi e rappresentanti della società civile, ndr), vorrebbe che i funerali, svoltisi ieri, delle due ragazzine rom morte sabato scorso sulla spiaggia di Torregaveta a Monte di Procida (Na), faccia nascere una riflessione sulle condizioni in cui vivono i rom. In particolare, padre Pizzuti chiede che ci si interroghi "sulla validità o meno delle soluzioni abitative dei rom, in vista di progettate sistemazioni di rom in seguito al censimento effettuato a Napoli e provincia". È necessario, per il religioso, ipotizzare "un superamento definitivo di ogni forma di ‘campo’, testimoniato da altre soluzioni abitative nazionali ed internazionali che maggiormente favoriscono l’integrazione ed una vivibilità civile". "È necessario aggiunge padre Pizzuti – promuovere forme efficaci di accompagnamento delle famiglie nell’accampamento e educazione dei figli da parte di operatori specializzati con il concorso anche della scuola".