CASO ENGLARO: DI NICOLA (SOCIOLOGA), NON SI PUÒ PROCEDERE "A COLPI DI SONDAGGI" (2)

Il problema, puntualizza però la sociologa, "è che si scambiano per diritti i desideri: ogni desiderio, cioè, diventa diritto". Ogni diritto, invece, "è relazionale: la vita io ce l’ho non solo per me, ma per i genitori che me l’hanno data, per gli amici, per coloro che mi sono cari…Non esiste nessun diritto che non si fondi sulle obbligazioni che abbiamo gli uni verso gli altri". Al contrario, "la temperie culturale che tutti noi respiriamo ci induce a credere che non esistano quei ‘valori non negoziabili’ – primo fra tutti, l’indisponibilità della vita umana – di cui parla il Papa, nella sua tenace resistenza al relativismo assoluto". Parlando della figlia, il papà di Eluana ha detto tra l’altro: "E’ stato interrotto il corso naturale degli eventi". Ma si può scindere il concetto di "natura" da quello di "persona"? "A mio avviso, uno degli emblemi di quella sorta di ‘disumanizzazione culturale’ in atto in Italia e nel nostro continente – risponde l’esperta – è l’dea che la natura non esiste, e che quindi non esista alcuna idea universale di persona umana. Basandosi, in altre parole, su una falsa idea di libertà, si pretende di decidere la ‘qualità’ della vita in base a parametri del tutto soggettivi, che diventano poi paradigmatici. Le ‘derive’ eutanasiche ed il dibattito sul testamento biologico vano inquadrate in questo contesto".