“Si deve riconoscere ai pazienti il diritto all’autodeterminazione quando intendono rifiutare cure sproporzionate che artificialmente e forzatamente prolungano una vita che va verso la sua naturale e inevitabile conclusione”: è quanto afferma Enzo Saraceni, presidente nazionale dell’Associazione medici cattolici italiani (Amci) in merito alla vicenda di Paolo Ravasin, malato di Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, che davanti a una telecamera ha letto il suo testamento biologico, rifiutando ogni forma di idratazione e alimentazione artificiale nel momento in cui non sarà più in grado di nutrirsi attraverso la bocca. “Diverso – aggiunge Saraceni – e’ il caso di tanti malati in stato vegetativo persistente, nei quali permane una pur flebile speranza di vita e in cui l’alimentazione e l’idratazione non si configurano come cure di accanimento, ma come sostegno vitale che non può essere negato”. "Quindi sottolinea Saraceni il caso di Eluana Englaro è diverso e non assimilabile a quello di Ravasin".” ” ” “