Pubblichiamo la nona nota quotidiana Sir sulla XXIII Gmg.
“Un segno che Cristo ci può sollevare dalle situazioni più difficili, ridandoci la nostra dignità e permettendoci di guardare avanti verso un futuro migliore". Benedetto XVI, nel saluto di congedo dall’Australia, con queste parole ha voluto ricordare l’incontro a Darlinghurst con i giovani che, attraversato il tunnel del nulla, sono ora impegnati in nuovi progetti di vita. Il pensiero, senza rischiare indebite forzature, va alla tragedia della pedofilia di cui il Papa non ha esitato a parlare a voce alta chiedendo perdono alle vittime, condanne per gli autori, vigilanza agli educatori. Parole e gesti, compresa la messa con alcune vittime di preti pedofili, che dicono molto del terribile duello tra il male e il bene. "Guardare avanti verso un futuro migliore" diventa così un appello a scendere in campo per il bene: Benedetto XVI, certo dell’esito della sfida, lo lancia dopo l’incontro con l’Australia e l’abbraccio dei giovani. Ora si sta tornando a casa, l’incrociarsi degli sguardi proseguirà nel tempo che separa Sydney da Madrid. Tre anni volano. Benedetto XVI, continuerà a guardare gli occhi dei giovani pensando agli occhi di Dio mentre guarda il mondo. Dio che guarda il mondo con gli occhi dei giovani. Nei giorni scorsi l’intrecciarsi di questi sguardi "ha mostrato che la Chiesa può rallegrarsi dei giovani di oggi" e ha sorpreso molti, anche Dio.