GMG SYDNEY: I VOLONTARI DI "CASA ITALIA" CON LO SGUARDO PROIETTATO AL 2009 (2)

Per Pietro Ghini, riminese di 18 anni, anche lui giunto a Sydney come volontario dopo l’esperienza di Loreto, l’aspetto più interessante di questa Gmg "è un messaggio di unità arrivato sia a chi ha partecipato all’evento, sia a chi è rimasto a casa". "Quest’esperienza di vicinanza tra giovani – osserva – mi ha aiutato ad allargare gli orizzonti. Oggi ancora molti hanno gli occhi sbarrati da pregiudizi e divisioni e spesso la comunicazione è difficile". Per questo i giovani italiani "credono nell’importanza di fare «Agorà», di stare uniti perché le diversità possano completarsi, e insieme ci si possa impegnare per costruire un futuro insieme". Mentre per suor Alfonsina Lepore, del Centro giovanile "Giovanni Paolo II" di Loreto, che a "Casa Italia" ha curato l’assistenza spirituale ai volontari, queste giornate si sono caratterizzate per "un desidero grande di fare un’esperienza di condivisione della fede e attingere maggior forza per la testimonianza". "Molti ragazzi – racconta – avevano già prestato servizio nell’incontro con il Papa tenutosi lo scorso settembre a Loreto: proprio allora si sono creati quei legami forti che li hanno portati a Sydney e in forza dei quali ora sono pronti a proseguire il cammino".