(Dai nostri inviati a Sydney) – "Portar con sé, quando si torna a casa, la consapevolezza vissuta in prima persona che nella Chiesa di oggi ci sono tante persone che vivono la fede e l’esprimono con profonda spiritualità, attraverso l’ascolto attento della Parola e dell’insegnamento della Chiesa, è molto incoraggiante, soprattutto per quanti vivono in situazioni dove non è facile rendere una testimonianza cristiana". È il bilancio della Giornata mondiale della gioventù che p. Federico Lombardi, portavoce della sala stampa vaticana, ha tracciato oggi al Sir, al termine della messa conclusiva celebrata da papa Benedetto XVI all’ippodromo di Randwick. Un appuntamento che, secondo il portavoce vaticano, rappresenta una "ricarica" spirituale, "come l’esperienza di Gesù sul monte", ma poi "va tradotto in azioni quotidiane". Riguardo alla veglia di ieri sera, e all’impressionante silenzio che è calato su Randwick nel momento di adorazione eucaristica, "qui ha osservato il portavoce vaticano si conferma la capacità dei giovani di concentrarsi in preghiera e capire molto bene il significato del silenzio e dell’adorazione. I giovani comprendono cosa viene proposto, cosa il papa dice loro, e sono perfettamente in grado di rispondere". Il fatto che ciò avvenga con una massa di persone così numerosa ha concluso è assolutamente bello e significativo".