LAZIO

È da migliorare

Una proposta di legge sul bullismo

“Tutelare e valorizzare la crescita educativa, sociale e psicologica dei minori, soggetti caratterizzati da una particolare fragilità fisica ed emotiva”, promuovendo “azioni di prevenzione e contrasto del fenomeno del bullismo” nel rispetto dei principi costituzionali e di quanto previsto dallo Statuto regionale in tema di sviluppo civile e sociale. Questa la finalità della proposta di legge “Disciplina degli interventi regionali per prevenire e curare la devianza giovanile, e in particolar modo il fenomeno del bullismo”, di recente approvata in Commissione Lavoro, pari opportunità, politiche giovanili e sociali del Consiglio regionale del Lazio. Per raggiungere questo obiettivo la Regione si propone di finanziare progetti concernenti: “Realizzazione di campagne di sensibilizzazione e informazione rivolte agli studenti e alle loro famiglie; organizzazione di corsi di formazione del personale scolastico volti a garantire l’acquisizione di idonee tecniche psico-pedagogiche e di pratiche educative per attuare un’efficace azione preventiva del fenomeno del bullismo; attivazioni di programmi di sostegno in favore dei minori vittime di bullismo”. Beneficeranno dei finanziamenti (concessi al massimo fino al 60% del costo dell’intervento) progetti “presentati dai comuni, singoli o associati, dalle istituzioni scolastiche, dalle aziende del Servizio sanitario regionale nonché dalle associazioni che operano nel campo del disagio sociale, iscritte nel registro regionale”. Per l’attuazione della legge si prevede di stanziare un milione di euro.Non basta. “Si tratta di un testo piuttosto insufficiente nell’affrontare il bullismo. Complessivamente si tratta di una proposta piuttosto povera di contenuti”. Ad affermarlo è il presidente del Forum famiglie del Lazio Paolo Floris, che riscontra numerose mancanze nella proposta di legge che, “pur citando lo Statuto regionale, che riconosce i diritti della famiglia, non le attribuisce un ruolo attivo benché abbia una parte centrale nei fenomeni di devianza giovanile. Il testo poi dimentica anche un’altra struttura prevista sempre dallo Statuto: l’Osservatorio regionale permanente sulle famiglie, organismo di consultazione e di monitoraggio, con il compito di studiare e analizzare le situazioni di disagio familiare nonché di valutare l’efficacia degli interventi in favore delle famiglie realizzati dalla Regione, dagli enti locali, da gruppi e associazioni”. Secondo Floris, “non solo questo Osservatorio sarebbe dovuto essere citato nella proposta di legge, ma avrebbe anche dovuto essere consultato nella redazione di questo testo, proprio in virtù del ruolo che riveste”. Altra dimenticanza fondamentale “è la scuola, istituzione che riveste un ruolo importante nel riconoscere e risolvere forme di disagio giovanile. Doveva essere dato un più ampio spazio all’emergenza educativa, da risolvere in sinergia tra scuola e famiglia”. Tra i soggetti beneficiari degli stanziamenti non sono poi previste esplicitamente le associazioni familiari: “Ciò contraddice il principio costituzionale della sussidiarietà orizzontale, prevedendo interventi dei Comuni, del Servizio sanitario… Si tratta di tautologia in quanto gli enti locali dovrebbero già svolgere, come previsto, azioni di questo tipo”.Più sinergia. “Un’iniziativa importante anche se con diversi punti da migliorare, concentrandosi di più su una maggiore incisività degli interventi da prevedere, i quali dovrebbero essere principalmente focalizzati su azioni atte a prevenire il bullismo fin dai primi sintomi così da poter raggiungere dei buoni frutti e concentrarsi su eventuali casi particolari”. Questo il convincimento del presidente regionale dell’Age (Associazione italiana genitori) Paolo Cordova, secondo il quale anzitutto “non devono essere tutelati, come previsto, solo i soggetti caratterizzati da una particolare fragilità fisica ed emotiva, ma in generale tutti i minori”. Gli interventi da prevedere “non devono riguardare solo i giovani, ma anche adulti, genitori, novelli sposi. È poi necessario – aggiunge – ampliare i soggetti beneficiari degli stanziamenti della Regione che comunque devono essere portati a coprire la totalità dei costi previsti dai progetti, semplificando e velocizzando poi anche le procedure per l’erogazione degli stessi fondi”. Secondo il presidente regionale dell’Age, si devono programmare “azioni per evidenziare e porre all’attenzione generale le cosiddette buone pratiche, perché non bisogna dimenticare il fenomeno dell’emulazione tipico dei giovani”. Cordova poi afferma che “purtroppo, negli ultimi anni, abbiamo riscontrato un aumento del disinteresse dei genitori verso i figli, anche a causa di una vita sempre più frenetica. L’attenzione ai figli dovrebbe tornare ad alti livelli”. Servono “sinergie tra istituzioni, associazioni e famiglia abbinati a buoni esempi – sostiene -. Tutto per contrastare un fenomeno che è espressione di una società malata. Una maggiore sinergia tra scuola e genitori è fondamentale: spesso un giovane che è vittima di abusi a casa è poi un bullo a scuola o viceversa. Senza un collegamento tra questi due mondi non si può risolvere il problema, per il quale è necessario il sostegno di tutte le istituzioni”.a cura di Alessia Meloni(19 dicembre 2008)