LAZIO
Un filmato per l’integrazione degli immigrati
Un filmato interattivo, strumento di orientamento e di sostegno per aiutare gli immigrati a muoversi nel complesso mondo dell’amministrazione e dell’esercizio dei diritti è stato realizzato dall’assessorato all’Istruzione diritto allo studio e formazione della Regione Lazio. L’iniziativa s’inserisce nell’ambito di “Koinè”, un progetto pilota voluto dallo stesso assessorato e finanziato attraverso il Fondo sociale europeo e rivolto agli immigrati non comunitari presenti nella Regione Lazio supportandoli nel percorso di inserimento socio-culturale e di integrazione nel mondo del lavoro. Il filmato è a disposizione di associazioni, onlus e comunità di migranti e affronta diverse tematiche: diritti e doveri dei cittadini immigrati, norme sull’immigrazione, legge sull’immigrazione 10/2008 della Regione Lazio, norme sulla Costituzione italiana; accesso ai servizi locali di prima accoglienza, ai servizi sanitari, sociali, scolastici e previdenziali; competenze e procedure da parte delle Regioni, Province, Comuni e Municipi rispetto all’immigrazione; norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro; tutela delle donne impegnate in materia di lavoro, maternità e salute. Il film interattivo è ambientato in una situazione tipica del talk show televisivo: due giornalisti intervistano cinque personaggi che interpretano differenti tipologie di immigrati, con i quali, grazie al contributo di 13 esperti, sviluppano tali temi.Utile strumento. “Un’iniziativa rilevante che permette di raccogliere dati importanti per poi capire dove c’è bisogno di intervenire. Un utile strumento di indirizzo”. Questa l’opinione di Tito Meniconzi, presidente dell’Associazione pro migranti romana (Apromir), onlus che aderisce al movimento dei laici scalabriniani e che ha partecipato attivamente alla realizzazione e alla diffusione del film interattivo. “Il software – aggiunge Meniconzi – è infatti in grado di registrare e analizzare il comportamento della platea e le scelte fatte dagli spettatori del film saranno quindi registrate dal computer permettendo così di venire in possesso, in maniera anonima, di migliaia di dati su quelli che sono i problemi reali, le situazioni, le aree di miglioramento nel percorso di integrazione di un immigrato”.Diverse proiezioni sono già state fatte sottoponendo il filmato a gruppi di stranieri: “Abbiamo avuto un immediato riscontro positivo da parte degli immigrati che vi hanno assistito – riferisce -. Credo che un lavoro del genere non sia mai stato fatto”. Complessivamente, spiega Meniconzi, il filmato dura quattro ore e “si può costantemente aggiornare con costi minimali. Ad accompagnarlo c’è anche una brochure. Sarebbe bello diffondere questo video nelle scuole. Avevamo ipotizzato di realizzare delle colonnine informative dove si possa rapidamente consultare il video e da ubicare per esempio in stazioni e aeroporti, insomma in luoghi di arrivo degli immigrati”. Alcuni aspetti del filmato, secondo il presidente dell’Apromir, andrebbero sistemate: “Forse le risposte sono troppo complesse e vengono date in maniera troppo veloce. Per ovviare a questa situazione – aggiunge – abbiamo inserito diversa infografica, immagini per aiutare i fruitori nella comprensione”.Iniziativa rilevante. “Per la prima volta siamo protagonisti e questo rende il progetto ancora più importante perché si dà voce alle nostre difficoltà, ai problemi che affrontiamo quotidianamente. È un’iniziativa rilevante anche perché nasce in condivisione tra italiani e immigrati”. Ad affermarlo è Lidia Obando, presidente dell’associazione Acli Colf Donne Globali. “È uno strumento molto utile – aggiunge -. Certo dà dei flash degli argomenti, ma comunque c’è la brochure che fornisce un grande aiuto, perché chi non ha il computer, non potendo usufruire del dischetto, potrà avere un aiuto per orientarsi nel complesso mondo della burocrazia”. Anche Obando ha avuto modo di conoscere il giudizio di immigrati che hanno potuto vedere il filmato interattivo: “Hanno avuto un’impressione positiva e mi hanno detto che è molto utile, soprattutto la brochure. Mi hanno detto che è assolutamente da vedere perché evita inutili trafile burocratiche per avere risposte e risolvere problemi, permettendo di non perdere giornate di lavoro”. In particolare, chi ha visto il video ha apprezzato le informazioni “per quanto riguarda i temi del libretto sanitario, della cittadinanza, del ricongiungimento familiare”. Alcuni punti dovrebbero essere risolti: “È troppo veloce e la grafica è piccola – aggiunge Obando – ci sono state alcune lamentele in merito soprattutto da chi è meno giovane. Potrebbe essere utile realizzare delle copie della brochure almeno nelle lingue delle nazionalità principali di immigrati presenti sul territorio. Sarebbe inoltre utile fare degli incontri per aiutare gli stranieri a prendere confidenza con la modulistica o per sapere come deve essere realizzato un contratto di lavoro”. Secondo la presidente dell’associazione Acli Colf Donne Globali, bisognerebbe “lavorare di più sull’orientamento, per il quale si dovrebbe provvedere a realizzare dei corsi di formazione”. a cura di Alessia Meloni(06 febbraio 2009)