Pubblichiamo la settima nota quotidiana SIR sulla XXIII Gmg.
"Ma non abbiate paura! Credete nella luce!". "Il Signore ci chiama a camminare nella luce". "Camminate ogni giorno nella luce di Cristo…".
Più volte Benedetto XVI ha richiamato il tema della luce nell’omelia della messa nella cattedrale di Sydney.
Un tema di particolare significato per i cristiani: conduce all’ingresso di un sepolcro vuoto, riassume la ragione della speranza, rimanda a volti trasparenti e profetici.
Richiama anche l’esperienza del buio, delle tenebre, del tunnel.
La Chiesa non ne è estranea e il Papa lo ha ricordato tornando ancora una volta a chiedere perdono per lo scandalo della pedofilia.
Deve essere, questo, un peso enorme per Benedetto XVI che nell’esprimere sdegno e vergogna per quanto accaduto legge nella terribile offesa ai piccoli il più grave tradimento del Vangelo.
Ed è proprio riflettendo su questo buio pesto che la luce, anche se ridotta a fiammella tremolante, torna con più forza a dire l’ultima parola.
Diventa segno di un Dio che, accolto il pentimento maturato in una coscienza libera, perdona l’umanamente imperdonabile, cancella l’umanamente incancellabile.
È l’immagine del padre che esulta nello scorgere all’orizzonte la sagoma del figlio che torna. È l’immagine del figlio che ha il cuore in subbuglio e il passo leggero mentre si avvicina alla casa paterna. Immagini piene di luce, in questi giorni vengono da Sydney.