Partendo dall’esempio del "figliol prodigo" che "scialacquò la sua eredità in una vita di vizi e alla fine si trovò in uno stato di abietta povertà e di miseria", Benedetto XVI ha sviluppato una catechesi sulla devianza giovanile. "Molti di voi hanno sperimentato personalmente la vicenda attraverso la quale passò quel giovane ha detto rivolgendosi agli ospiti della Comunità di recupero dell’Università di Notre Dame -. Forse avete compiuto scelte delle quali ora vi rammaricate (…). La scelta di abusare di droghe o alcool, di entrare in attività criminali o autolesioniste poté allora apparire come una via di uscita da una situazione di difficoltà o di confusione". Il Papa ha poi proseguito: "Voi adesso sapete che, invece di portare la vita, ha portato la morte. Prendo atto volentieri del coraggio dimostrato nello scegliere di ritornare sulla via della vita, proprio come il giovane della parabola. Avete accettato l’aiuto: dagli amici o dai familiari, dal personale del programma "Alive", da quanti hanno grandemente a cuore il vostro benessere e la vostra felicità". Ha quindi esortato i giovani ospiti a divenire "ambasciatori di speranza per quanti si trovano in situazioni simili", sicuri dell’amore di Gesù che "vi accoglie a braccia spalancate".