(Dai nostri inviati a Sydney) – Jessica Papane, 19 anni, è invece australiana di origini italiane, ed è la prima volta che vive l’esperienza della Gmg. "Spero che le parole del Papa possano veramente scuotere la gioventù australiana", afferma al Sir. "Mi ha molto colpito il suo richiamo a non lasciarsi ingannare da chi ci vede come dei consumatori. E anche il riferimento al veleno che minaccia di corrodere ciò che è buono c’è nella gioventù, che il Santo Padre ha fatto citando l’abuso di alcool e di droghe, l’esaltazione della violenza e il degrado sessuale. Tutti problemi che qui da noi sono molto sentiti". La testimonianza, alla quale il Papa ha invitato i giovani, riconosce Jessica, "non è certamente facile in un contesto come il nostro, dominato da falsi valori e dove un giovane cattolico corre il rischio di trovarsi isolato. Quest’invito è però molto importante, perché tutti noi dobbiamo capire l’immenso valore della testimonianza cristiana per costruire il futuro del mondo". "In Europa aggiunge – c’è una religiosità molto più forte, ma è grande la speranza che quanto viviamo in questi giorni infonda in noi maggiore coraggio. Vedere tanti giovani giunti da ogni parte del mondo senza paura di mostrare la propria fede ci fa capire che è possibile vivere da cristiani, e già percepisco l’impatto che la Gmg avrà sui giovani australiani".