Pubblichiamo la sesta nota quotidiana Sir sulla XXIII Gmg. ” “"Potremmo affermare che tutte le religioni mirano a penetrare il profondo significato dell’esistenza umana, riconducendolo ad una origine o principio esterno ad essa. Le religioni presentano un tentativo di comprensione del cosmo…". Le parole di Benedetto XVI nell’incontro a Sydney con i rappresentanti di altre religioni riportano alla mente immagini che documentano, fin dai tempi più lontani, la dignità e la grandezza dell’uomo mendicante della verità, pellegrino dell’assoluto, cercatore di infinito… In molti angoli della terra sono custoditi come patrimonio culturale – ma non solo di questo si tratta – i segni spesso non sempre interpretabili delle risposte che l’uomo ha cercato di dare ai suoi grandi interrogativi sulla vita, sulla morte, sull’aldilà. Da sempre questa ricerca, anche scrutando il muoversi degli astri, segna la differenza sostanziale tra l’essere umano e qualsiasi altro essere vivente. Non si può tuttavia rimanere chiusi in se stessi. "L’universalità dell’esperienza umana, che trascende ogni confine geografico e ogni limite culturale afferma Benedetto XVI – rende possibile ai seguaci delle religioni di impegnarsi nel dialogo per affrontare il mistero delle gioie e delle sofferenze della vita". Un dialogo che prende la forma dell’abbraccio dei giovani della Gmg ai giovani delle altre Chiese cristiane e delle altre religioni.