CASO ENGLARO: CORRADINI (PEDAGOGISTA), NELL’ASSURDITÀ "L’ORIZZONTE" DELLA PREGHIERA (2)

"In sede pedagogica – avverte Corradini – non si è quasi mai sostenuto che l’unico modo di vivere la relazione educativa da parte di un educatore sia quello di soddisfare integralmente il punto di vista dell’educando. A volte si tratta di resistergli" perché l’educazione "è spesso una forma di lotta, in cui non è dato cogliere se non in astratto quale sia la posizione più giusta e migliore". "Nel caso estremo degli Englaro, una sorta di nube sottrae dal nostro sguardo il dramma di quel padre, che per certi aspetti assomiglia ad Abramo che impugna il coltello su Isacco, con l’intenzione di fare il bene, e cioè la volontà di Dio. Fino al momento dell’intervento miracoloso, Abramo è stato un omicida. Dopo è diventato padre nella fede di tre religioni". "Ecco perché, pur senza rinunciare alla fioca luce dei nostri principi razionali, intravediamo un profondo mistero nei momenti più difficili della vita e della morte: la preghiera in questo caso, come ha sostenuto Adriano Celentano nella bellissima lettera scritta al Corriere della Sera del 16 luglio, ci apre l’orizzonte della possibilità, dove sembrano regnare solo l’assurdità e l’impossibilità di vivere la condizione umana".