"Possiamo dimostrare che nel 2007 gli ospedali in cui lavoriamo sono più equi, hanno mantenuto un buon livello di accessibilità e hanno più personale qualificato": lo ha dichiarato Fabio Manenti, responsabile del Settore Progetti di Medici con l’Africa Cuamm. "Per capire il valore di questi dati dobbiamo conoscere il contesto ha spiegato Roberto Gnesotto, esperto di qualità e accreditamento dei sistemi sanitari -. Medici con l’Africa Cuamm opera nel continente più povero del mondo, nei Paesi più poveri di questo continente, nelle zone più povere. Aree in cui una donna su 100 muore di parto (come succedeva in Veneto 100 anni fa) e una persona ogni 5 è malata di Aids". Quindi le cifre sono importanti, ha ribadito Gnesotto, perché "solo misurando quanto fai, puoi capire quale impatto ha sulla salute e puoi davvero migliorare la condizione sanitaria di questi Paesi". Intanto l’impegno prosegue da oltre mezzo secolo, ha ricordato don Dante Carraro, neodirettore di Cuamm: "In Sud Sudan, da cui sono appena tornato, i risultati si toccano con mano. A Yirol abbiamo appena riaperto un ospedale: a maggio sono state fatte 1.500 visite ambulatoriali, 280 ricoveri, 50 parti di cui 3 cesarei, 88 operazioni. E il trend è in crescita, nonostante la guerra civile abbia distrutto tutti i servizi e, nelle persone, il diritto di chiedere, di avere cure e assistenza".