"Sono troppi i beni confiscati alla mafia abbandonati e non riutilizzati a fini sociali". A lanciare l’allarme, alla vigilia della strage di via d’Amelio, dove morirono Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, è Antonello Ferrara, delegato regionale del Mlac Sicilia. "La memoria di questi eroi è ogni anno commemorata attraverso una serie di eventi e manifestazioni rivolte soprattutto alle giovani generazioni al fine di educarle alla cultura della legalità", dice Ferrara, ma "purtroppo stiamo notando con preoccupazione che i dati relativi all’utilizzo dei beni confiscati alle mafie, per finalità sociali, come prevede la legge 109/96, non sono incoraggianti". Infatti, sono centinaia i beni assegnati in via definitiva ai comuni per realizzare iniziative di carattere sociale, ma in pochissime realtà sono stati realizzati progetti. "Tutto ciò è allarmante e viene da chiedersi aggiunge Ferrara – se i sindaci dei comuni dove ricadono detti beni si rendono conto che ogni giorno di non utilizzo sociale di essi, si trasforma in un atto non voluto di aiuto alla mafia". Di qui l’invito ai "sindaci dei comuni, dove questi terreni e appartamenti sono presenti ad attivarsi al più presto per realizzare quanto è previsto dalla legge 109/96, favorendo la realizzazione di progetti con finalità sociali per ridare dignità ai siciliani onesti".