PRIVACY: SAVE THE CHILDREN, "TROPPE IMPRONTE DIGITALI LASCIATE DAI RAGAZZI IN RETE" (2)

Tali comportamenti a rischio permangono nonostante una buona percentuale di essi sembra percepirlo: in base alla ricerca di "Save the Children", il 63% pensa che sarebbe possibile risalire alla propria identità attraverso le informazioni inserite nel proprio profilo e il 25,3% sostiene che sarebbe molto facile. Quest’ultimo dato raggiunge il 30% nella fascia di età 15-17. "Bisognerebbe ridurre al minimo le informazioni che si richiedono in fase di registrazione e fare in modo che i profili dei minori siano resi privati già nelle impostazioni predefinite", sostiene Neri. "Già all’inizio dell’anno, Save the Children – continua – aveva stimolato il dibattito tra i fornitori di social network, chiedendo la disponibilità per l’istituzione di un tavolo multidisciplinare che coinvolgesse istituzioni, famiglia, media, scuola e alle associazioni per la tutela dei minori, finalizzato alla definizione di misure standard, concordate e adottabili da tutti, che confluiscano in un Codice di autoregolamentazione per i fornitori di servizi di social network". Tra i provvedimenti da adottare, per Neri, "la garanzia della privacy del minore e le corrette indicazioni ai ragazzi sulla necessità di non rilasciare informazioni personali, inserire contenuti che possono avere conseguenze sulla loro reputazione o che incoraggiano contatti che possono mettere a rischio la loro sicurezza".