FEDE E CULTURA: CARD. MURPHY O’CONNOR SU "IL REGNO", "DIO NON HA BISOGNO DI POLEMISTI"

"Quanta parte dell’ateismo moderno è frutto di un modo di parlare di Rio superficiale, deduttivo, di modo che il Dio che viene spesso rifiutato dalle persone è il prodotto del nostro pensiero anziché essere Dio nel mistero della vita?". A chiederselo è il card. Cormac Murphy O’Connor, in un articolo che verrà pubblicato sul prossimo numero di "Il Regno" (12/2008). "Come cristiani – afferma il cardinale – abbiamo bisogno di esaminare che cosa potremmo aver fatto per dare alla gente una concezione fuorviante di Dio". In Gran Bretagna, "oggi sono in tanti ad essere nella condizione di ‘senzatetto’ dal punto di vista spirituale. Nello stesso tempo, tuttavia, vi è un grande interesse pubblico per la religione", intesa però come "qualcosa che l’individuo pratica nella propria solitudine". "La nostra vita comune in Gran Bretagna non può essere una zona franca rispetto a Dio e non dobbiamo permettere che la Gran Bretagna diventi un mondo privo di fede religiosa e del suo vigoroso contributo al bene comune", è l’ appello del cardinale, che stigmatizza quelle "correnti sociali che vogliono isolare la religione da altre forme di conoscenza e di esperienza allo scopo di emarginarla". Ai credenti, il cardinale suggerisce: "Non si tratta di migliorare i nostri argomenti: Dio non ha bisogno di polemisti che lo difendano, ha bisogno di testimoni".