LIGURIA

Diritti senza doveri

Famiglia e territorio: il pacs non è un beneficio, ma una beffa alla società

Rapporti d’amore autentici. “La Giunta della Regione Liguria è impegnata in diversi rilevanti progetti di legge di riforma strutturale, anche con riferimento alla famiglia, quali i servizi socio-sanitari ed il diritto allo studio, ma non direttamente implicanti la questione dei pacs”. Lo ha detto Roberto Revello presidente del Forum ligure delle associazioni familiari. Anche Paolo Rigon, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico ligure, è intervenuto sulla questione delle unioni omosessuali e delle libere convivenze nella relazione che ha tenuto in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario svoltasi recentemente.”Nel rapporto d’amore – ha affermato – non si esclude che il completamento interiore e psicologico possa anche verificarsi in una convivenza omosessuale, nella diversità psicologica dei ruoli, ma l’amore non è solo questo, l’amore è anche linguaggio sessuale che non si realizza nel suo vero significato fra due omosessuali.Inoltre l’amore è anche procreativo, e su questo punto non c’è discussione, visto che la diversità sessuale è proprio in ordine alla prole, ma in un rapporto omosessuale non è possibile la procreazione. Dunque, un’unione omosessuale non è matrimonio, e se lo vogliamo chiamare così davvero creiamo una confusione di concetti”.Sulle libere convivenze Rigon ha poi affermato che “la sola convivenza non è un rapporto autentico di amore: infatti, nasce da una forma di deresponsabilizzazione, da una forma di provvisorietà, e, anche se non si vuole escludere che possa durare nel tempo, la sua caratteristica è quella della precarietà, quasi sempre della prova”.Il valore del matrimonio. Dello stesso avviso è anche Piero Pigollo, direttore dell’Ufficio Famiglia e vita della diocesi di Genova. Parlando di unioni eterosessuali ha ricordato infatti che “per i non credenti esiste già un istituto che regola una convivenza e questo è il matrimonio civile”. “Non si capisce – ha continuato – perché debbano essere richieste altre forme giuridiche per ottenere determinate garanzie quando queste sono rifiutate non accettando il matrimonio civile”.”Le coppie omosessuali – ha detto ancora – possono già avere le tutele che chiedono con scritture private da stipularsi presso un notaio”. Pigollo ha poi aggiunto che “le spinte riformiste volte all’introduzione dei pacs rischiano fortemente di oscurare il valore e la funzione del matrimonio e della famiglia che su di esso è fondata e di attribuire, come ha già detto Benedetto XVI, ad altre forme di unione impropri riconoscimenti giuridici, dei quali non vi è in realtà alcuna affettiva esigenza sociale” dimenticando invece di mettere in atto quei provvedimenti che possono essere di sostegno alle giovani coppie nel formare una famiglia ed alla famiglia stessa nella generazione ed educazione dei figli”.La triplice beffa. Chi ha invece affrontato l’argomento in maniera diretta, senza possibilità di equivoco ed esprimendo una totale contrarietà a pacs ed unioni omosessuali è stato l’arcivescovo di Genova, card. Tarcisio Bertone. “È una triplice beffa alla società”, ha affermato nel suo intervento pronunciato durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico ligure.Il pacs non è un beneficio, ha detto, ma “una beffa alla società che non viene garantita del servizio che i contraenti si assumono, è una beffa alla famiglia che vede nascere accanto a sé un’istituzione che gode di molti suoi diritti senza avere alcun dovere, è una beffa soprattutto per le persone stesse che non traggono quei vantaggi che desiderano”.————————————————————————————–SchedaFino a questo momento in Liguria il dibattito sui pacs non ha ancora trovato molto spazio nel dibattito politico e tanto meno a livello istituzionale. Non esistono, infatti, né proposte, né disegni di legge volti ad equiparare libere convivenze, unioni di fatto e pacs. Nella premessa allo Statuto regionale, entrato in vigore a metà dello scorso anno, si legge invece che “la Regione tutela la persona e sostiene la famiglia rimuovendo gli ostacoli che ne limitano il pieno sviluppo”.Le associazioni cattoliche, e quanti sono contrari all’equiparazione dell’istituto del matrimonio con altre forme di convivenza, stanno vigilando affinché certe riforme non vengano introdotte, tramite leggi ordinarie, in maniera nascosta. Un esempio è il disegno di legge regionale intitolato “Promozione del sistema integrato di servizi sociali e sanitari”, che all’articolo 5 recita: “In attuazione dei principi di sussidiarietà e solidarietà sociale, collaborano alle prestazioni del sistema integrato le famiglie e le persone, anche liberamente associate, con forme di auto-aiuto e di reciprocità”.(10 marzo 2006)