La concezione attuale del potere è quella di "un potere dalle mani libere", "viziato dal clientelismo, dall’interesse personale, dai calcoli": ma "guai se questa logica entra nella vita consacrata". L’ammonimento è venuto oggi da suor Enrica Rosanna, sottosegretaria della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, durante la prima giornata dell’Incontro internazionale di superiore di comunità, in corso in questi giorni, a Roma, per iniziativa dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. All’iniziativa partecipano 156 religiose, da ogni parte del mondo, appartenenti a 51 Congregazioni diverse. "Ancora oggi ha proseguito la relatrice la parola ‘potere’ evoca la rivendicazione di una superiorità", in quanto si caratterizza come "oppressione dei più deboli, esercizio della forza che schiavizza e abbassa". Al contrario, secondo la religiosa, oggi "c’è bisogno di riscattare il potere, per imporre una concezione del potere come servizio per la persona e per la comunità". "Soprattutto le nuove generazioni ha detto la sottosegretaria del dicastero pontificio hanno bisogno di uomini e donne che gestiscano il potere in spirito di gratuità, con coerenza tra il dire e fare, capaci di magnanimità e di misericordia. Hanno bisogno più di tempo, che di cose, più di pazienza che di improvvisazione, più di passione, che di calcolo" (segue) ” “