LIGURIA
Approvata dalla Giunta regionale una legge quadro sull’immigrazione
Incentivare la figura del mediatore culturale nelle scuole e negli ospedali; favorire l’integrazione e la reciproca comprensione; prevedere corsi di italiano per adulti immigrati; attuare percorsi di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro; promuovere la partecipazione alla vita pubblica, anche favorendo l’estensione del diritto di voto agli immigrati regolari e residenti; prevedere un fondo per aiutare gli immigrati a trovare alloggi dignitosi; garantire l’accesso alle cure mediche urgenti ed essenziali anche per gli immigrati irregolari: sono questi i principali obiettivi della nuova legge quadro sull’immigrazione della Regione Liguria, approvata dalla Giunta a metà settembre, e attualmente al vaglio del Consiglio per l’approvazione definitiva.La Liguria è la terza Regione italiana, dopo Emilia Romagna e Friuli, ad avere approvato una legge per coordinare tutti gli interventi in materia di immigrazione. Il testo, frutto di un lavoro condiviso con tutte le associazioni presenti sul territorio che si occupano di migranti, prevede una dotazione finanziaria per il 2006 di 260.000 euro. La legge interessa circa 100.000 cittadini immigrati e residenti sul territorio regionale. La Regione Liguria ha, inoltre, stampato 10.000 copie della Costituzione sui diritti e doveri dei cittadini, tradotta in albanese, arabo, cinese, francese, inglese, portoghese, rumeno, russo e spagnolo, che verranno distribuite nelle scuole, nei centri per l’educazione permanente agli adulti e nei punti di ritrovo degli immigrati in città.Principi condivisibili. Sostanzialmente ottimista sul risultato raggiunto è Andrea Torre, direttore del “Centro studi Medì-Migrazioni nel Mediterraneo”, organismo specializzato nello studio dell’immigrazione. “Innanzitutto – ha affermato – si deve partire dal presupposto che molti dei vincoli o delle opportunità riguardo la presenza di cittadini stranieri non comunitari discendono dalla legislazione nazionale, di cui si auspica una radicale riforma. Detto questo va salutata con soddisfazione questa proposta di legge che la Giunta Regionale della Liguria ha varato”. “Questa legge – ha aggiunto – raccoglie, nella sua parte iniziale, molte considerazioni di principio e si ispira alle più importanti convenzioni internazionali per garantire una piena tutela e promozione del migrante. Nella seconda parte vengono invece declinati una serie di articoli che ineriscono a problematiche fondamentali come accesso al lavoro, alla casa, formazione, tutela dei minori. Si tratta di punti importanti e condivisibili”.Un giudizio più puntuale Torre, comunque, lo riserva per quando sarà varato il testo definitivo. “Evidentemente – ha precisato – per dare un giudizio complessivo sulla legge e, cosa molto importante, sul suo funzionamento bisognerà attendere il testo definitivo approvato dal Consiglio regionale e la sua applicazione. Molti dei punti, qualificanti, infatti si debbono interconnettere con la legislazione ordinaria”. Dubbi restano sull’opportunità di istituire la Consulta per l’immigrazione. “Mi sembra – ha spiegato – una consulta un po’ troppo pletorica e di difficile convocazione. Sarebbero opportuni, invece, meccanismi più agili ed efficaci di consultazione”.Verifica sul campo. Anche Franco Catani, condirettore della Caritas di Genova, si mostra soddisfatto dell’impianto generale della nuova legge regionale. “I presupposti di questa legge – ha affermato – sono sicuramente buoni anche se, essendo una legge regionale, dovrà essere armonizzata con la relativa normativa nazionale”. A tal proposito, Catani ha proseguito osservando che, “visto l’esito della recente conferenza sull’immigrazione alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini, il ministro dell’Interno Giuliano Amato ed il ministro della Solidarietà Paolo Ferrero, sembra che ci siano tutti i presupposti per una piena convergenza”. Per Catani, “l’efficacia della legge sarà comunque da verificare sul campo soprattutto per quanto riguarda i rapporti con le altre leggi regionali. Inoltre, alcune delle norme previste dal testo della legge sono sicuramente di facile attuazione, mentre altre, al contrario, risulteranno certamente di più difficile realizzazione. Penso, comunque, che potranno essere apportati miglioramenti e suggerimenti in corso d’opera e potranno venire indicati alcuni correttivi da parte dalle associazioni direttamente interessate”.Qualche perplessità viene sollevata anche dal condirettore della Caritas di Genova a proposito dell’istituzione della Consulta per l’immigrazione. “Da verificare sul campo – ha affermato Catani – sarà la nuova Consulta dell’immigrazione perché il fenomeno migratorio non è certo statico ma in continua evoluzione”. “Come Caritas diocesana – ha concluso – ci sentiamo comunque chiamati direttamente in causa soprattutto per quanto concerne l’osservatorio sull’immigrazione che oramai confina assai da vicino con l’osservatorio della povertà in quanto il 55-60% dei nuovi poveri sono costituiti per lo più da immigrati”.a cura di Adriano Torti(06 ottobre 2006)