"Io non condanno le sue scelte, i giudizi li da solo il Signore. Rispetto il dolore suo e della famiglia, ma gli dico anche di non caricarsi di un gesto che spaccherebbe ancora di più il suo cuore. Lasci Eluana dov’è, dove chi l’ha seguita e nutrita in questi anni continuerà a farlo con amore". Con queste parole mons. Roberto Busti, vescovo di Mantova, si rivolge al padre di Eluana Englaro, la giovane che vive in stato vegetativo da diversi anni e per la quale i giudici della Corte d’appello di Milano, su richiesta del padre, hanno deciso di autorizzare la sospensione dell’alimentazione. "Eluana ha detto il vescovo al quotidiano ‘Gazzetta di Mantova’ di questa mattina – non si sta spegnendo, vive per conto suo, senza macchine". "Al padre di Eluana aggiunge il presule, che conosce la ragazza per essere stato parroco nella parrocchia di San Nicolò di Lecco, la stessa degli Englaro – voglio dire che rispetto il suo dolore. Ma ora che ha ottenuto dallo Stato ciò che chiedeva, la possibilità di avere in mano la vita di sua figlia, consegni questa vita a chi vuole amarla ancora lasciandola vivere così". (segue)